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INQUINAMENTO

Polveri no limits

“Benessere significa anche godere di un ambiente preservato e non deteriorato, gradevole, ricco di verde, con la possibilità di trascorrere del tempo in mezzo alla natura, di respirare aria non inquinata, di passeggiare nei parchi delle proprie città, elementi da cui dipende direttamente la qualità della vita.” (Istat, Il benessere equo e sostenibile nelle città, 2015)

L’inquinamento e la qualità dell’ecosistema urbano possono essere misurati in molti modi e dipendono da molti fattori. Istat pubblica il report “Qualità dell’ambiente urbano, fattori di pressione“, sulla base di dati raccolti con questionari inviati ai Comuni. Il testo è condiviso nell’ambito di un Gruppo di lavoro inter-istituzionale a cui partecipano l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), il Ministero dell’Ambiente, l’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu), Legambiente e ACI. (ultima edizionequestionari)

Legambiente sulla scorta di queste ed altre informazioni pubblica una classifica dei comuni (capoluoghi) che vede Torino, come in generale tutte le grandi metropoli urbane, nella parte bassa della lista (86esima), tra Roma (82 esima) e Napoli (87 esima). Milano si posiziona un po’ meglio, ma non tanto (62). (Legambiente, XXI Rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia).

Non è semplice ridurre tutto ad un indice e non sempre i dati concordano e sono confrontabili nel tempo e nello spazio, ma sulla base di queste esperienze la tabella che pubblichiamo qui sotto riassume alcuni dei principali indicatori ambientali per la città di Torino.

 

 

Tab.1: Indicatori Ambientali

ARIA

2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
N° di superamenti valore limite PM10 194 190 150 151 131 158 118 126 94 93
Concentrazione media annua di NO2 (μg/m3) 94 83 69 77 74 72 70 65 59 68
Inquinamento acustico (1) 4.1 4.9

 

ACQUA

2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Acqua potabile per uso civile (litri/ab. al giorno) 243 226 223 221 210 211 219 206 198
Acqua, dispersioni di rete (2) 31.2% 31.9% 30.7%

 

ENERGIA          

2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Energia elettrica per uso domestico (kWh per abitante) 1245 1240 1230 1216 1246 1205 1181 1169 1023
Teleriscaldamento (% popolazione residente) 33.2 33.7 36.2 36.8
Teleriscaldamento milioni di m3 49.5 52.9 54.5 54.1

 

1) Inquinamento acustico: Controlli del rumore nei quali è stato rilevato almeno un superamento dei limiti (per 100.000 abitanti)

2) Le dispersioni di rete sono calcolate come differenza percentuale tra acqua immessa ed erogata rispetto all’acqua potabile immessa.

Fonte: Istat, Dati ambientali nelle città e URbes2015, Città di Torino, Qualità dell’aria a Torino, 2016.

 

La qualità dell’aria a Torino migliora, ma PM10, biossido di azoto e ozono ancora non rispettano i limiti di legge. Monossido di carbonio, biossido di zolfo e benzene rispettano invece i limiti. In particolare la concentrazione media annua di Pm10 si avvicina ai limiti di legge, ma il numero di superamenti “è però ancora lontano dal limite di 35 superamenti annui previsto dalla normativa”, così come è ancora lontano il limite relativo al biossido di azoto (cfr. “Qualità dell’aria a Torino”, gennaio 2016).

L’inquinamento acustico è argomento più sfuggente, nel senso che sono ampiamente riconosciuti i danni ambientali e alla salute, ma il quadro normativo “è assai complesso e poco efficace” (ARPA, Pressioni ambientali – Rumore, p. 2, per approfondimenti clicca qui )

I consumi di acqua e di energia si sono nel tempo ridotti (rispetto al 2006 -20%), mentre le dispersioni di rete sono rimaste costanti (circa 30%, a Milano è del 16%, a Roma del 35%, vedi rapporto Legambiente).

La volumetria servita dal teleriscaldamento supera i 50milioni di metri cubi e oltre i 36% della popolazione residente usufruisce del servizio. Nel periodo più recente lo sviluppo della rete sembra invece rallentare.

Il Comune può intervenire sulle dimensioni in questione sia sul piano normativo che su quello gestionale, ma non può influire sull’andamento naturale dei fenomeni climatici (non può decidere per esempio se, quando e quanto pioverà). Può sicuramente gestire, in modo diretto o indiretto, in modo efficiente i servizi di distribuzione dell’acqua e i consumi di energia e riscaldamento di sua competenza (es. l’illuminazione a led, cfr. http://www.torinoaled.it/).

 

NODI

Stasera l’aria (non) è fresca

L’inquinamento dell’aria dipende dalla conformazione geografica (la pianura padana è tra le aree più inquinate in Europa), dalle condizioni climatiche e dalle attività umane. E le attività dipendono dai comportamenti individuali.

Un ruolo importante è svolto dal trasporto su strada, che provoca circa l’80% delle polveri sottili (PM10) (quasi metà è attribuibile alla ‘risospensione’ che non è una vera e propria fonte di PM10, dato che non genera nuove sostanze, ma rimette in circolazione del particolato già esistente che si era depositato sul suolo) e contribuisce per oltre il 50% alle emissioni di biossido d’azoto.

(cfr. IREA Inventario Regionale Emissioni in Atmosfera 2010, Sistema Piemonte).

Tenendo presente che il blocco del traffico è una misura estrema che a Torino viene praticata assai di rado, le iniziative predisposte da Comune si concentrano soprattutto sulla mobilità, dall’offerta di trasporto pubblico (ne parliamo nell’indice dedicato a ‘viabilità e trasporti’) alle forme alternative come car- e bike-sharing). Bisogna vedere quanto tempo sarà necessario perché queste proposte si affermino in misura tale da contribuire effettivamente alla riduzione delle emizzioni inquinanti. Ai posteri, come al solito, spetterà l’ultima parola.

(www.comune.torino.it)

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2018-09-12T12:42:20+02:00