>>Istruzione

Istruzione

welfare

Istruzione

costi

benefici

ISTRUZIONE

Il Comune investe ingenti risorse sulle politiche di sviluppo dell’istruzione.

cfr. Relazione al bilancio di previsione 2015, pag. 7  flat-acrobat-download-icon

Gli impegni riguardano gli asili nido e le scuole materne, la refezione scolastica, l’edilizia scolastica (scuole primarie e secondarie di I° grado), l’assistenza e i trasporti (con particolare attenzione alla disabilità), i rapporti con l’Università e il Politecnico.

 

COSTI

Minori spese non vuol per forza dire peggiori servizi.

Quale sintesi dei ‘costi’ si utilizza l’importo complessivo degli impegni per spese correnti, desunto dai rendiconti annuali, dal bilancio di previsione (per il 2015) e dal bilancio pluriennale (per il 2016 e 2017) (www.comune.torino.it/bilancio/). Le risorse dedicate sembrano ridursi negli anni passati e anche nelle previsioni per il futuro (Tab. 1).

Non tutti i costi sono a carico del Comune: per esempio, asili nido e mense scolastiche rientrano nei ‘Servizi a domanda individuale’, per i quali è prevista la compartecipazione alle spese da parte del singolo utente. L’offerta dipende anche dal livello e dalla tipologia di domanda: le minori spese (della tabella 1) non corrispondono quindi necessariamente a un peggioramento dei servizi erogati.

 

Tab 1: IMPEGNI PER SPESE CORRENTI: Funzioni di istruzione pubblica e nel settore sociale (milioni di euro)

Rendiconto Bilancio Previsione Bilancio pluriennale
2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Asili nido, servizi per l’infanzia e per i minori 44,704 43,228 43,525 40,025 40,128 36,806 37,117
Scuola materna 79,281 79,066 77,644 77,993 74,335 70,182 69,775
Istruzione elementare 21,428 21,230 20,191 15,945 18,610 18,223 18,268
Istruzione media e secondaria 10,370 10,819 10,637 7,310 8,344 7,810 7,844
Assistenza scolastica, trasporto, refezione e altri servizi 60,340 56,005 54,656 48,947 45,952 43,024 42,779
Totale 216,123 210,348 206,653 190,220 187,369 176,045 175,783

 

Fonte: Bilanci Comune di Torino

 

BENEFICI

Per i nidi, una domanda su dieci rimane insoddisfatta.

Il Comune deve gestire 459 sedi e offre i servizi a oltre 77mila ragazzi, dai nidi d’infanzia alle scuole secondarie di primo grado. Nidi e scuole d’infanzia non sono obbligatori, a differenza delle scuole primarie e secondarie.

Per la scuola dell’obbligo, la stima della domanda è semplice: a meno di flussi migratori (e di eventuali ripetenti) è data dal numero di bambini nelle classi di età di riferimento. Di fatto, sappiamo quanti sono oggi e quanti saranno almeno nei prossimi 5 anni, perché sono già nati (vedi statistiche demografiche).

I nidi e gli asili sono ‘facoltativi’. Per i nidi d’infanzia il rapporto capacità ricettiva/capacità ricettiva più lista di attesa (graduatoria+straordinaria) è pari all’88% (cfr. Piano esecutivo di gestione 2015, Volume 1, pag. 397), cioè più di una domanda su 10 rimane insoddisfatta (il Comune si accontenterebbe di soddisfare 3 domande su 4, >=75%) .

Il numero di iscritti è costante nel tempo, si nota forse una tendenza a organizzare diversamente il servizio degli asili, con meno posti disponibili in quelli gestiti direttamente dal Comune.

 

Tab. 2: Sedi e iscritti per ordine scolastico. Anno scolastico 2014-2015

Ordine scolastico 2011-2012 2012-2013 2013-2014 2014-2015
Nidi d’Infanzia* 4,581 4,400 4,577 4,484
Scuole Infanzia** 20,581 20,572 20,372 20,156
Di cui Comunali 8,809 8,759 8,584 8,434
Scuole Primarie 31,915 32,177 32,103 32,181
Scuole Secondarie di primo grado 20,716 20,692 20,586 20,316
Totale 77,793 77,841 77,638 77,137

 

* Gestione diretta, concessione e convenzionati
** Comunali, Statali, paritarie convenzionate
Fonte: Annuario statistico del Comune, Anni vari, cap. 4, Servizi erogati dalla città

2014: flat-acrobat-download-icon

 

Il paradosso dei bambini stranieri.

Strettamente collegata alle caratteristiche demografiche della popolazione e alla sua evoluzione è la presenza di bambini ‘stranieri’ nelle scuole. Gli iscritti nelle 110 sedi delle scuole primarie sono 32.181, di cui 8.443 stranieri (26%). Si noti però che più di tre quarti dei bambini ‘stranieri’ sono nati in Italia (Tabella 3), cosa non semplicissima da comprendere per menti non avvezze al pensiero burocratico-istituzionale.
D’altronde com’è prevedibile la presenza di popolazione ‘straniera’ non è uniforme sul territorio torinese, e l’analisi per plesso scolastico (scuole primarie) mostra delle percentuali di ‘stranieri’ variabili tra un minimo del 1.3% fino ad un massimo dell’89.4%.

Gli iscritti alle Scuole Secondarie 1° grado sono 20.313, di cui 4.376 stranieri (22%).

 

Tabella 3: Iscritti alla scuola dell’obbligo – anno scolastico 2014-2015

Scuole primarie Scuole Secondarie 1° grado
v.a. % v.a. %
Italiani 23735 74% 15937 78%
Stranieri 8443 26% 4376 22%
di cui nati in Italia 6419 20% 2062 10%
di cui nati all’Estero 1757 5% 2174 11%
ROM 267 1% 140 1%
Totale alunni 32178 100% 20313 100%

 

Per maggiori dettagli:

www.comune.torino.it – Servizi educativi

www.comune.torino.it – Scuole primarie

www.comune.torino.it – Scuole secondarie

 

NODI 

Ma quanto ci costa?

Quanto costano veramente gli asili e le mense all’utente? E al Comune?

Il costo orario per bambino del servizio di Nido d’Infanzia a Gestione Diretta si aggira intorno ai 5,4 euro, mentre quello delle Scuole d’Infanzia si attesta su una cifra inferiore, pari a 4,13 euro (cfr. Piano esecutivo di gestione 2015, Volume 1, pag. 397)

Il costo medio per pasto, nell’esercizio finanziario 2014, è stato pari a circa 4,7 euro.

(35.145.129€/7.451.928 pasti=4.72€, Relazione al rendiconto 2014, Allegato n. 2 alla deliberazione n. mecc. 2015/01314/24, pag. 131)

Il primo dato rilevante è che le entrate, date le tariffe applicate, non coprono i costi.

La copertura delle spese per gli asili nido è pari al 26%, per le mense supera l’80%. (cfr. Parere dell’organo di revisione sulla proposta di bilancio di previsione 2015, pag. 22. Nota: per gli asili nido ai fini della determinazione della percentuale di copertura ai sensi dell’art.243 comma 2 a TUEL il costo viene indicato nella misura del 50% di quanto realmente sostenuto).

Per gli asili nido anche le tariffe massime non coprono le spese, arrivando a coprire solo il 60% del costo orario nei casi più sfavorevoli.

Per il servizio mensa le tariffe massime per pasto (>5€, più la quota fissa) rischiano di essere superiori al costo del singolo pasto. Questo potrebbe indurre a non usufruire del servizio se non strettamente indispensabile, riducendo le entrate del Comune.

Ma veniamo alla domanda-clou: i servizi di Torino sono cari?

I giudizi di qualità sono rimandati alle indagini sulla soddisfazione degli utenti . Sui costi (tariffe) si può invece cercare di essere più oggettivi. Il Comune ha modulato le tariffe sulla base delle dichiarazioni ISEE in modo molto articolato. Per i nidi sono previste 24 fasce di reddito, tre tipi differenti di orario, riduzioni per i fratelli. A Milano, invece, le fasce di reddito sono solo quattro. Difficile fare confronti su una famiglia tipo. Anche perché è differente il grado di copertura dei costi: a Milano, per i nidi, è del 21%, a Torino del 26%. In modo diretto o indiretto le spese devono comunque essere coperte.

Un dato interessante è che il costo sostenuto dall’amministrazione comunale è sostanzialmente uguale nelle due città. Quanto e come le tariffe applicate debbano coprire le spese diventa (almeno in parte) una decisione di natura politica.

Commenti

2018-09-12T12:42:20+02:00