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RIFIUTI 

Il servizio smaltimento rifiuti del Comune rappresenta il principale impegno delle funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, per le quali vengono annualmente stanziati poco più di 225milioni di euro (bilancio di previsione 2015)

 

COSTI

Sorpresa: l’AMIAT è in utile distribuisce dividendi per 3,7 milioni di euro

Le spese correnti delle funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente iscritte a bilancio forniscono una sintesi dei costi (Tab. 1).

 

Tab.1 : Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente – spese correnti

2010 2011 2012 2013 2014 2015
Servizio smaltim. rifiuti 163.731.320 177.665.281 179.315.833 177.665.281 183.263.894 182.969.453
Totale 213.457.353 225.296.491 224.988.827 225.296.492 223.913.403 225.635.456

 

fonte: Città di Torino, Rendiconto, anni vari (2015 bilancio di previsione)

 

I costi del servizio sono a carico dei contribuenti e anche se negli ultimi anni sono cambiati i nomi dei tributi, l’importo complessivo pagato è rimasto anch’esso costante. Al Comune spetta il compito di determinare le tariffe, ed è quindi possibile che negli anni qualcuno sia stato ‘penalizzato’ e altri ‘avvantaggiati’. La Tari genera introiti per circa 205 milioni di euro all’anno (circa 230 euro per abitante). Dal 2013, per legge, il tributo comunale sui rifiuti deve assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio (decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201). (Tab. 2)

 

Tab.2 : Entrate correnti da tributi per raccolta rifiuti (dal 2014 TARI). (milioni di euro)

Anno 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Tributi 171,3 174,8 183,3 209,3 206,5 206,3 206,5 206,5

 

Fonte: Città di Torino, Rendiconto d’esercizio, anni vari. Bilancio pluriennale 2015

 

La maggior parte del servizio è svolto da AMIAT spa, società del gruppo Iren. L’88% del fatturato di AMIAT (bilancio 2014) è riferibile ai servizi svolti per il Comune di Torino. Il bilancio chiude in utile e distribuisce dividendi per 3.7 milioni di euro (che vanno ai soci di Iren, non solo al Comune di Torino) (cfr. AMIAT, Bilancio d’Esercizio 2014)

 

BENEFICI

Cala il volume dei rifiuti, ma la differenziata arranca

I benefici generici sono evidenti se la città è ‘pulita’ e i rifiuti non ricoprono le strade, ma al di là delle percezioni personali (negli anni sono state condotte indagini di customer-satisfaction), è difficile reperire informazioni di questo tipo.

Sono invece disponibili molte informazioni sulla quantità di rifiuti prodotti e raccolti.

I rifiuti urbani sono gradualmente calati dal punto massimo raggiunto nel 2006 (oltre 550mila tonnellate), scendendo di oltre 20 punti percentuali. È una buona cosa, e come segnala l’Osservatorio Rifiuti della Città Metropolitana è necessario “disallineare la crescita dei rifiuti dalla crescita economica e in tal modo prevenire i rifiuti” (Rapporto 2015, pag 3, http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/rifiuti/osservatorio-rifiuti/rapporto-sistema-gestione-rifiuti/), anche se il PIL ne potrà risentire. Forse, almeno per ora, si tratta più dell’effetto della crisi economica che di un cambiamento nei comportamenti, anche se la riduzione pareva già in atto prima del avvio della recessione. In compenso però la raccolta differenziata è ferma al 40-42% dal 2008, pur con grandi differenze tra i quartieri: dove è attivo il servizio porta a porta la percentuale media di raccolta differenziata sale al 60.3% (nel 2014), dove non è attivo scende al 31.3%.

(http://www.comune.torino.it/ambiente/rifiuti/raccolta_diff/raccolta-differenziata-i-risultati-bozza.shtml)

 

Tab. 3: Produzione di rifiuti urbani (ton/a) e produzione procapite (kg/ab/a) e Raccolta differenziata (ton/a)

Anno Rifiuti urbani (RU) ton Rifiuti urbani procapite kg/ab Raccolta differenziata (RD) ton % RD/RU
2003 493305 572.52 128809 26.1%
2004 517503 573.57 165426 32.0%
2005 534716 594.02 188600 35.3%
2006 554028 614.93 204012 36.9%
2007 546253 603.46 214499 39.3%
2008 524365 577.33 213330 40.7%
2009 500703 550.50 207744 41.5%
2010 495289 545.73 209896 42.4%
2011 479385 551.45 205665 43.0%
2012 456455 523.40 191827 42.2%
2013 440569 488.36 183657 41.9%
2014 436929 487.22 182619 42.2%
2015* 390191 448.85 164049 42.0%

 

* fino a Novembre

 

Tra raccolta differenziata e termovalorizzatore, l’uso della discarica è quasi annullato

(sulle emissioni del tremovalorizzatore cfr. ARPA,

http://www.arpa.piemonte.gov.it/approfondimenti/territorio/torino/impianti/termovalorizzatore-del-gerbido/dati/i-dati-del-termovalorizzatore)

 

NODI

È importante che anche i cittadini si assumano le loro responsabilità

Costi e benefici sono in parte determinati dai comportamenti dei cittadini. A comportamenti virtuosi dei cittadini potranno corrispondere comportamenti altrettanto positivi da parte di chi gestisce i rifiuti. Permane, infine, come problema il fattore economico: la cittadinanza ed il sistema delle imprese sono sempre più sensibili all’impatto finanziario del sistema di gestione dei rifiuti, e le lamentele per il caro-bollette sono episodi che assumono una consistenza concreta; dall’altro lato, le modalità di gestione dei rifiuti secondo criteri di sicurezza per la salute e di conservazione della qualità dell’ambiente nel lungo periodo comportano investimenti e risorse che tendono a crescere rispetto ad un’epoca, non lontana, nella quale tali attenzioni erano decisamente meno presenti. Il mantenimento del difficile equilibrio tra queste istanze è un compito centrale per le istituzioni preposte al controllo e alla regolazione del sistema” (Osservatorio Rifiuti, Rapporto 2015)

Qualche timore per i costi

Sul versante dei costi qualche timore nasce, osservando l’aumento negli anni, sia per tonnellata raccolta che per abitante, pur in presenza di stime sulle entrate costanti della TARI nei prossimi anni. A Torino i costi complessivi per la gestione dei rifiuti sono aumentati, dal 2006 al 2014, del 25-30% in termini nominali, a fronte di una inflazione di poco superiore al 15%. Per effetto della riduzione delle quantità e per la presenza di costi fissi, il costo per tonnellata è aumentato molto di più (molto approssimativamente del 60%) ed anche il calo demografico di Torino pesa se il costo viene ripartito per abitante (+35%).

Tenuto conto dei grandi cambiamenti degli ultimi anni sia nella gestione che nei sistemi di monitoraggio e calcolo dei costi, l’aumento è stato tutto sommato contenuto e fa ben sperare per il futuro, specie se si riusciranno a ‘vendere bene’ i materiali riciclati e il calore del termovalorizzatore.

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2018-09-12T12:42:23+02:00