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SVILUPPO E BENI CULTURALI

Gli aspetti legati alla cultura sono numerosissimi. Per necessità di sintesi abbiamo scelto di concentrarci su una specifica ‘cartina di tornasole’ costituita dal sistema museale metropolitano.

 

COSTI

Torino continua a crederci

Le spese del Comune per le attività culturali si desumono dalla voce di bilancio ‘Funzioni relative alla cultura’. Per gli anni rendicontati si utilizzano gli importi di competenza e dei residui pagati. Per gli anni successivi il riferimento è alle cifre stanziate nei bilanci di previsione. Questo genera limiti di confrontabilità, ma tendenzialmente l’impegno della Città vorrebbe rimanere quasi costante negli anni (il 2011 è stato particolare per i festeggiamenti dei 150 anni).

 

Tab. 1: Spesa corrente e in conto capitale, “Funzione relativa alla cultura”.(valori in milioni di euro)

Rendicondo: importi di competanza e residui pagati nell’anno. Bilancio previsionale: Previsioni di competenza

Rendiconto bilancio previsione
Funzioni 2011 2012 2013 2014 2014 2015 2016 2017
Musei, biblioteche e pinacoteche 41,5 25,8 34,0 33,0 22.1 29.0 27.9 29.0
Attività culturali 58,2 23,0 28,6 35.3 20.4 27.8 26.9 26.7
TOTALE 99.7 48.8 62,6 68,3 42.5 56.8 54.8 55.7

 

Fonte: Osservatorio Culturale del Piemonte, IRES, La cultura in Piemonte, Relazione annuale 2014, p. 67 e Città di Torino, Bilancio previsionale 2015-2017

 

Inoltre il contributo di Torino alla spesa complessiva piemontese è rilevante, pari a quello di tutti gli altri comuni messi insieme e ormai ben superiore a quello dello Stato e della Regione. Particolarmente generoso il contributo delle Fondazioni Bancarie.

 

Tab. 2: Quadro riassuntivo dei soggetti pubblici e privati che sostengono la cultura in Piemonte (2011-2013). (valori in milioni di euro)

2009 2010 2011 2012 2013
Stato* 34.1 25.0 24.9 25.6 24.5
Regione Piemonte** 88.4 81.3 45.0 47.6 42.7
Province 12.0 12.1 14.0 8.1 6.1
Comune di Torino 71.3 84.3 99.7 48.8 62.6
Altri Comuni 68.6 63.2 60.6 52.3 53.2
Fondazioni Bancarie 79.0 84.1 69.9 58.3 55.7
Consulte*** 1.1 1.2 1.2 1.2 1.3
Erogazioni liberali 1.7 2.1 2.0 2.6
TOTALE 356.2 353.3 317.3 244.5 246.1

 

Fonte: Osservatorio Culturale del Piemonte, IRES, La cultura in Piemonte, Relazione annuale 2014, p. 71 e Rendiconto CIttà di Torino

 

BENEFICI

Musei da Oscar

Un metro di misura è il numero di visite nei musei e beni culturali (nota: sono ingressi e non persone diverse che entrano in un museo, differenza piccola, ma con tessere di libero accesso può assumere una qualche rilevanza). Pur con limiti, questa misura ha il vantaggio di essere disponibile a livello nazionale, con un dettaglio molto fine (singolo museo). Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di visite (Osservatorio Culturale del Piemonte, IRES, La cultura in Piemonte, Relazione annuale 2014, tab. 2.1, p. 28), dopo Lazio, Campania e Toscana, ma davanti alla Lombardia (e al Veneto, per cui qualche domanda sulla lettura dei dati si pone, visto che anche il Friuli è davanti al Veneto ma in Veneto c’è Venezia). Stando a quei numeri il Piemonte è forte, ma è cresciuto meno dell’Italia nel complesso (tra il 2012 e il 2014).

Il sistema Museale Metropolitano ha mostrato una migliore performance (+6% all’anno) e il 2015 promette un ulteriore aumento. Dalla tabella si nota l’aumento del 2011 (150 Unità d’Italia) e i ‘buchi’ dovuti alla ristrutturazione di alcuni Musei (Autombile, Risorgimento, Scienze Naturali).

 

Tab. 3: Visite nel sistema museale metropolitano di Torino (migliaia)

2009 2010 2011 2012 2013 2014
Museo Nazionale Del Cinema 522.3 565.8 608.5 566.8 568.0 605.3
Museo Egizio 508.8 576.2 577.0 495.7 540.3 567.7
Polo Reale 202.0 305.3 429.7 291.5 395.2 483.0
GAM 71.8 76.7 76.0 75.1 168.9 260.4
Palazzo Madama 153.6 186.3 260.9 141.2 190.7 253.0
Museo Nazionale Automobile 22.2 221.2 173.9 179.5 173.2
Museo Nazionale Risorgimento 2.1 203.5 145.1 151.1 156.4
Museo Regionale Scienze Naturali 133.0 122.8 142.8 122.0 115.1
Totale 3368.0 3396.0 4996.0 3774.0 4006.0 4246.0

 

Fonte: Osservatorio Culturale del Piemonte, IRES, La cultura in Piemonte, Relazione annuale, Anni vari

 

I dati sulle visite ai Musei vengono raccolti e pubblicati da molti anni. Rileggendo i Report mensili dell’Osservatorio Culturale del Piemonte (IRES) è possibile ricostruire una lunga serie storica per i singoli Musei. La figura mostra le visite mensili al Museo del Cinema dal 2004. Si nota che il mese preferito (quello di maggiore afflusso) è Aprile (con in più qualche mese “eccezionale”), che generalmente attrae il doppio di visitatori rispetto al mese più basso (gennaio). Le visite nel periodo considerato sono costantemente aumentate (la linea tratteggiata indica il trend, cioè ‘ripulisce’ il dato dalle variazioni tipicamente mensili o eccezionali): ad inizio del 2004 il numero mensile di visitatori era di circa 30.000 al mese, nel 2015 supera i 50.000.

 

Fig.1: Museo del Cinema, visite mensili e trend

Museo Nazionale del Cinema - beni culturali Torino

Fonte: Osservatorio Culturale del Piemonte, IRES, La cultura in Piemonte, Report mensili, Anni e mesi vari

 

Mostre temporanee

Le mostre temporanee sono capaci di attrarre grandi quantità di visitatori. Per esempio la mostra “Best Actress. Dive da Oscar” al Museo del Cinema dal 03/04/2014 31/04/2014 ha totalizzato 279.864 visitatori (“Giornale dell’arte” n. 325, 4/2015, elaborazione Osservatorio Culturale del Piemonte). Non tutti i visitatori della mostra sono inclusi e contati come visitatori del Museo, infatti i dati mensili del Museo riportano per Aprile 2014 76.124 visitatori. Questo può, in generale, creare problemi nei conteggi.

 

Tab. 4: Le 10 mostre più visitate in Piemonte (2014)

sede titolo mostra data inizio data fine visitatori
Museo del Cinema Best Actress. Dive da Oscar 03/04/2014 31/04/2014 279.864
Museo del Cinema C’era una volta in Italia. Sergio Leone 22/10/2014 06/01/2015 140.719
Museo del Risorgimento Belle époque. Lo sguardo ironico di Dalsani 17/12/2013 14/09/2014 113.037
Palazzo Chiablese Preraffaelliti. L’utopia della Bellezza 19/04/2014 13/04/2014 98.126
La Venaria Reale Alta Moda, Grande Torino 29/03/2014 28/09/2014 68.960
Palazzo Madama Tesori del Portogallo 07/05/2014 05/10/2014 58.008
GAM Roy Lichtenstein. Opera prima 27/09/2014 25/01/2015 55.554
La Venaria Reale Splendori delle corti italiane: gli Este 08/03/2014 06/07/2014 51.889
GAM Ettore Spalletti. Un giorno così bianco 27/03/2014 29/06/2014 38.770
Palazzo Madama Eve Arnold 15/01/2014 27/04/2014 35.215

 

Fonte: Osservatorio Culturale del Piemonte, IRES, La cultura in Piemonte, Relazione annuale, 2014, p. 41

 

NODI

Il prezzo (del biglietto) è giusto?

L’aspetto economico si presta ad alcune considerazioni. Nelle giornate in cui viene sperimentato l’ingresso gratuito, i musei vengono presi d’assalto così come alcune mostre, specie allo scadere del periodo espositivo. Il prezzo implicito per i visitatore è il tempo passato in coda, aspettando il proprio turno, che in alcuni casi può durare ore. Attendere in coda può essere una attività piacevole, ma vale il prezzo del biglietto in un momento di minore afflusso? In Italia non c’è un salario minimo orario, ma in Francia è di 9,67 euro, in California è circa 10.0 dollari. Cioè grosso modo il prezzo del biglietto per i Musei di Torino (Museo del Cinema: 10 euro, Palazzo Madama: 12 Euro, …). Meglio aspettare due ore in coda o valutare il proprio tempo pochi euro all’ora e spenderne 10-15 per entrare senza (potendo) perdere tempo? In genere, quando c’è da risparmiare non si bada a spese.

Un aspetto più serio: all’aumentare del prezzo dei biglietti potrebbe diminuire la ‘domanda’, cioé potrebbero diminuire le visite, ma l’effetto sul bilancio (incassi per sbiglettamento) del museo potrebbe essere positivo (e sarebbe un effetto particolarmente utile, se non necessario, in periodi di tagli dei trasferimenti dal settore pubblico). Il condizionale è dovuto al fatto che l’incasso complessivo è dato dal prodotto del numero di biglietti per il prezzo. Se uno aumenta e l’altro diminuisce, il loro prodotto può aumentare, diminuire o rimanere invariato, dipende da quanto variano i due fattori. Se i visitatori diminuiscono (in percentuale) più di quanto aumenta il prezzo, il totale diminuisce. Dipende da quello che gli economisti chiamano “elasticità” della domanda.
A un livello ancora più alto, la questione di quanto e come finanziare la cultura è argomento di indubbio dibattito.

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2018-09-12T12:42:20+02:00