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SERVIZI TURISTICI

Turismo e cultura: il binomio inscindibile

“Da diversi anni la Città di Torino investe sulla cultura quale strumento strategico di promozione turistica e del territorio… Nel 2014, la Città ha investito 30,87 Milioni di Euro per sostenere le politiche culturali e turistiche della Città”.  (Popular financial reporting della città di Torino, anno 2014 – 2015, p. 35). Puntare fortemente sugli asset turistico-culturali è stata un scelta, forse obbligata, ma nondimeno per molti versi azzeccata: non si dimentichi che per studiosi importanti come Clark e Lloyd, le città contemporanee sono innanzitutto ‘macchine per l’intrattenimento’ (The City as an Entertainment Machine, a cura di Terry Nichols Clarke, Lexington Books, Lanham MD, 2001)

In pratica, separare cultura e turismo per evidenziare i reciproci costi e benefici risulta semplicemente impossibile. Nel bilancio comunale sono registrate le ‘funzioni nel campo turistico’ (‘servizi turistici’ e ‘manifestazioni turistiche’) e le ‘funzioni relative alla cultura e ai beni culturali’ (‘biblioteche, musei e pinacoteche’ e ‘teatri, attività culturali e servizi diversi nel settore culturale’), per le quali sono state imputate spese correnti (2014) rispettivamente per 8,23 e 51,99 milioni di euro, molto più di quanto riportato nel report citato, perché sono comprese molte altre voci di costo (personale, interessi passivi, prestazioni di servizi, ecc.). Molte iniziative, poi, sono direttamente finanziate da altri soggetti (fondazioni bancarie davanti a tutti). La disparità nei volumi di investimento per il turismo e la cultura, così com’è qui evidenziato, risulta poco credibile.

Di fatto se aumenta il livello dell’offerta culturale, ciò favorisce anche il turismo e se si incentivano i flussi turistici, di solito ha luogo un miglioramento dell’offerta di cultura e di entertainment. I due asset viaggiano a braccetto.

 

COSTI

Quelli sono e quelli restano

Sintetizzando gli impegni presenti e futuri con la spesa complessiva delle due citate funzioni, si può affermare che le risorse rimarranno sostanzialmente stabili nei prossimi anni (il 2015 è stato l’anno di Expo)

 

Tab. 1: Spesa corrente e in conto capitale nelle funzioni nel campo turistico e relative alla cultura e ai beni culturali

Rendiconto bilancio pluriennale
Funzioni 2014 2015 2016 2017
nel campo turistico 8,607,727 7,905,797 7,070,906 6,878,071
relative alla cultura e ai beni culturali 54,106,857 56,774,105 54,855,192 55,738,922

 

BENEFICI 

Tanti turisti e… non ‘per caso’

La prima e forse più importante misura dei benefici è data dal numero di turisti, ma misurarli non è facile. La fonte ufficiale è la rilevazione coordinata dall’ISTAT, che registra gli arrivi e le presenze dei clienti negli esercizi ricettivi (esercizi alberghieri, residenze turistico-alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale, agro-turismi, ostelli, bed and breakfast) (http://www.istat.it/it/archivio/15073). Salta subito agli occhi che a questa rilevazione sfugge una parte considerevole del flusso turistico: quello che si svolge ‘in giornata’ o presso l’abitazione di parenti e amici, nelle seconde case, quello gestito in modo non imprenditoriale tramite internet e altro ancora.

I dati della rilevazione ufficiale sono disponibili a livello comunale. La tabella 2 mostra l’andamento a Torino dal 2002 per due differenti variabili: gli arrivi e le presenze di turisti italiani e stranieri.

La variabile ‘arrivi’ misura il numero di clienti arrivati che hanno effettuato il check-in nell’esercizio ricettivo, la variabile ‘presenze’ il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi nel periodo considerato.

Gli arrivi sono quasi raddoppiati, le presenze sono cresciute del 70% in 12 anni, indubbiamente un ottimo risultato, specialmente quello dei turisti italiani. Torino in questo caso è confrontabile con Firenze. La differenza è nel numero di stranieri: 230mila a Torino, 2milioni e mezzo a Firenze.

E non è un risultato specifico di Torino, il resto della (ex-) provincia in numero di turisti è aumentato anche di più.

 

Tab. 2: Arrivi e presenze a Torino

Italiani Stranieri TOTALE
Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze
2002 370061 1216504 204017 602329 574078 1818833
2003 402831 1223300 203424 576907 606255 1800207
2004 410963 1285168 233156 722730 644119 2007898
2005 539282 1600892 309994 892777 849276 2493669
2006 561128 1660163 267637 962252 828765 2622415
2007 582092 1483032 156690 456328 738782 1939360
2008 601460 1837662 134261 430253 735721 2267915
2009 772335 1971892 113146 353048 885481 2324940
2010 802430 2126884 150464 455518 952894 2582402
2011 862051 2336019 138681 390540 1000732 2726559
2012 780009 2016026 234915 656500 1014924 2672526
2013 879022 2253317 231692 734130 1110714 2987447
2014 885377 2367238 231329 692021 1116706 3059259

 

L’imposta non è tosta

Gli incassi diretti nelle casse comunali del turismo sono date dall’imposta di soggiorno, che dal 2012 genera più di 4 milioni all’anno e quasi 6 (forse) nel 2015. L’incasso medio per ‘presenza’ è stata (nel 2014) di quasi 1,5 euro. Il confronto con Firenze è, di nuovo, illuminante: il capoluogo toscano incassa 26,7milioni di euro, più di 3 euro per ‘presenza’. (cfr. http://www.cittametropolitana.fi.it/turismo/statistica-del-turismo/movimenti-turistici-e-consistenza-delle-strutture-ricettive/)

 

Tab. 2: Imposta di soggiorno

rendiconto 2012 2013 2014 previsione 2015
Imposta di soggiorno 3.122.082,02 4.327.175,57 4.549.884,00 5.900.000,00

 

Quanto spende un turista?

Alcune risposte si trovano nell’analisi di impatto economico, una ricerca condotta per conto della Regione Piemonte. (Regione Piemonte, “Impatto economico, ricadute e redditività del turismo in Piemonte”, 2012 http://www.regione.piemonte.it/turismo/cms/osservatorio-turistico/pubblicazioni/impatto-economico-del-turismo-in-piemonte.html)

Secondo questo studio il turista medio a Torino nel 2010-2011 spendeva circa 88 euro al giorno (spese di trasporto in arrivo escluse), 50 euro per il soggiorno in senso stretto (servizi ricettivi e ristorazione), 5 euro in acquisti e quasi 12 euro per trasporti in loco, cultura, leisure.

 

NODI

 Competere con le Roma, Venezie e Firenze: mission impossible?

Già nel 2013 Torino Turistica e IdeexTorino indicavano come problematica la presenza di turisti stranieri. Rispetto ai dati disponibili in quel periodo (fino al 2011) le cose sono migliorate (nel 2012 le presenze straniere crebbero oltre quota 650.000). Sottrarre turisti stranieri a Venezia, Roma e Firenze sembra una missione, se non ‘impossibile’, quantomeno molto ardua.

Museo-azienda? Pas possible…

Anche a Torino, molti amano vagheggiare di musei e altre istituzioni culturali gestite con criteri di profitto tipicamente aziendali. Su questo tema è forse sufficiente citare l’opinione di Hervé Barbaret, ex-direttore del Louvre, (9.3 milioni di visitatori l’anno: “I musei sono imprese culturali e scientifiche, non possono essere considerati con criteri meramente economici ed è evidente che la mano pubblica deve essere sempre presente e in modo massiccio” (FAI , News). Il Louvre ha un bilancio di 204 milioni l’anno, di cui una metà arriva dallo Stato e l’altra dalla vendita dei biglietti (65 milioni), dai vari servizi e, non ultimo, dai mecenati.

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2018-09-12T12:42:20+02:00