>, Welfare>Sviluppo economico 2011-2014

Sviluppo economico 2011-2014

archivio-welfare welfare

sviluppo economico

costi

benefici

SVILUPPO ECONOMICO

Misure difficili

“I temi dello sviluppo [almeno per quanto riguarda le competenze le possibilità dei Comuni, ndr.] sono strettamente intrecciati con quelli dell’inclusione sociale” (Comune di Torino – Programma annuale dell’Amministrazione per l’esercizio 2015, p. 110). In questo ambito rientrano gli interventi di sostegno economico ai lavoratori colpiti dalla crisi economica, i Cantieri di Lavoro, i Progetti di Pubblica Utilità, i servizi alle ‘fasce deboli’, e altro ancora. Ma il Comune può anche contribuire alla costruzione di un ‘ambiente’ favorevole allo sviluppo economico e sociale creando aree fisiche a disposizione dell’imprenditoria (la riconversione delle aree industriali ex-Incet ne è un esempio), favorendo la diffusione della conoscenza delle opportunità presenti sul territorio (per esempio gli accordi con la Camera di Commercio, il programma Torino Social Innovation, le iniziative per la promozione della cultura della sicurezza), agevolando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, concedendo agevolazioni e riduzioni di tasse a determinate categorie di soggetti. Ovviamente non tutto è demandato al Comune, ma deve essere parte di una strategia più ampia che coinvolge un insieme più ampio di soggetti.

Tutto questo determina anche una maggiore difficoltà nel reperire dei numeri adatti a illustrare i ‘costi’ e i ‘benefici’ legati a questo ambito. E in effetti l’efficacia di molti interventi può essere misurata solamente con più complessi studi di valutazione (che non sempre comunque riescono a fornire indicazioni certe, univoche e definitive…)

 

COSTI

A che gioco abbiamo giocato

Con tutte le cautele del caso, qui riportiamo l’evoluzione nel tempo delle spese correnti nel campo dello sviluppo economico. Per queste funzioni gli impegni sono rimasti abbastanza stabili negli anni.

 

Tab. 1: Spese correnti nel campo dello sviluppo economico (mln di euro)

2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Totale 13.67 12.52 11.52 11.71 11.75 11.79 12.64
di cui per Personale 4.72 4.56 4.65 4.95 4.88 5.74 6.28

 

Fonte: Città di Torino, Rendiconto per l’esercizio, 2009-2014. Bilancio di previsione 2015.

Considerando le attività legate allo sviluppo in senso più ampio, la dinamica degli investimenti (comunque considerati) si è drasticamente ridotta, ma non può essere sempre un periodo ‘Olimpico’. Certo le differenze sono molto rilevanti.

 

Tab. 2: La dinamica degli investimenti (mln di euro)

NUOVI INVESTIMENTI

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Stanziati 1412 1430 959 1027 609 536 703 412 352 210 188 212 128
Finanziati 736 754 664 479 408 301 285 265 249 123 82 127

 

INVESTIMENTI IN CORSO

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Realizzati 342 398 564 440 574 373 367 242 511 149 174 133

 

Fonte: anni 2003-2014, Città di Torino, Il rendiconto in sintesi, 2014. 2015 Città di Torino, Il bilancio in sintesi, 2015

 

BENEFICI

Tanti fondi… per non toccare il fondo

Tra i benefici misurabili in modo diretto, l’Annuario Statistico riporta il numero delle persone in diversi progetti di sostegno. Nel 2014 sono state coinvolte circa 1.600 persone nei programmi riportati nell’annuari. Il 2014 è stato l’ennesimo anno difficile: in media nell’anno i disoccupati (da Rilevazione Continua delle Forze Lavoro dell’ISTAT) sono stati circa 50.000 (si tratta di una indagine campionaria, quindi sarebbe più corretto fornire un intervallo entro il quale si colloca il valore esatto. Con buona sicurezza il numero esatto di disoccupati si trova tra 45 e 55 mila). Difficile intervenire in modo risolutivo in questo quadro.

 

Tab. 3: Politiche sociali per il lavoro

2014 2013 2012 2011 2010
Cittadini che sono stati inseriti in progetti del Servizio Fasce Deboli 144
Regolamento comunale n. 307 397
Progetti di Pubblica Utilità (PPU) 44
Cantieri di Lavoro 411 456 146 494 563
Reciproca solidarietà e lavoro accessorio 598 503
Anticipo Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria 3 351 275 214

 

Fonte: Annuario statistico, anni vari

 

Poiché si è parlato di investimenti, nella tabella che segue si riportano i principali progetti legati ai fondi europei legati al FESR della passata programmazione (2007-2013).

Tab. 4 : Finanziamenti FESR, Asse III. I principali beneficiari per singolo progetto finanziato.

Nominativo Beneficiario Progetto Finanziamento
Consorzio valorizzazione culturale “la Venaria Reale” Programma delle opere 2010-2012 21.000.000
Museo nazionale dell’automobile 19.003.020
Comune di Torino Realizzazione Energy Center nell’area ex-Westinghouse 14.935.618
Fondazione museo delle Antichità Egizie di Torino Intervento di rifunzionalizzazione, ampliamento, restauro e messa in sicurezza 14.460.571
Comune di Torino PISU TORINO – Ristrutturazione edifici ex Incet

ristrutturazione edifici ex Incet lotto 2

7.969.405

6.259.125

Comitato per le celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia – Italia 150 Completamento delle opere per la messa in sicurezza delle officine grandi riparazioni e per l’allestimento del percorso didattico scientifico “creatività e futuro” 7.272.754
Torino nuova economia s.p.a. realizzazione del Centro del design a Mirafiori, Torino 6.770.540
Museo nazionale del risorgimento italiano Rifunzionalizzazione e riallestimento del museo del risorgimento 5.102.622
Torino nuova economia s.p.a. Riqualificazione zona b e zona C del compendio immobiliare TNE in area Mirafiori di Torino 5.079.554
Museo regionale di scienze naturali Allestimento museografico e multimediale, 4.835.478
fondazione Piazza dei Mestieri “Marco Andreoni” Centro per l’innovazione, la produzione e la formazione multimediale denominato ‘Piazza dei Mestieri 2’ 4.153.534
Comune di Torino Adeguamento funzionale e restauro di parte del complesso monumentale Cavouriano 3.896.576
Comune di Torino Mastio della Cittadella 3.123.705

 

Fonte: Ministero dello sviluppo economico, OpenCoesione. 

 

Si tratta di progetti molto importanti per la città

Sui fondi “Europei” giova ricordare che la parte comunitaria rappresenta solo una parte degli importi totali: una larga parte deve essere aggiunta dallo Stato e dalle Regioni. Nel caso del POR-FESR 20007-2013 del miliardo circa di euro complessivi, più del 60% era formato dal cofinanziamento nazionale e regionale (Fonte: Testo del Programma Operativo Regionale approvato con decisione della Commissione Europea in data 2 agosto 2007)

 

NODI

Di male in meglio

“Nella relazione di accompagnamento al bilancio preventivo 2015 non si può non partire, anche quest’anno, dalla crisi che, da anni, stiamo attraversando, e dal tema delle risorse pubbliche sempre più scarse che rendono impossibile mantenere inalterato il livello degli investimenti e difficile mantenere quello dei servizi offerti. Mentre le risorse pubbliche continuano a ridursi e le uniche risorse di investimento, a ogni livello, rimangono i fondi europei, timidi segnali di risveglio dell’economia torinese cominciano a essere percepibili,…(omissis)… .Il processo di trasformazione avviato negli scorsi anni dalla Città e dalla sua economia nell’intreccio tra ricerca, formazione, produzione manifatturiera e servizi è però oggi ancora fortemente rallentato.” (Comune di Torino – Programma annuale dell’Amministrazione per l’esercizio 2015, p. 109)

Sembra malinconico, ma c’è un piccolo miglioramento rispetto agli anni precedenti quando il ‘processo di trasformazione’ era definito ‘bloccato’ (programmi 2012, 2013 e 2014).

Considerando la precaria situazione delle finanze pubbliche e le scarse probabilità di una ripresa economica vigorosa, ci si domanda quale potrà essere la futura evoluzione dei futuri investimenti e quali i tempi necessari alla loro realizzazione.

Commenti

2018-09-12T12:42:23+02:00